VISITA CARDIOLOGICA
La visita cardiologica è un passaggio fondamentale per escludere, diagnosticare o monitorare un disturbo di carattere cardiologico. Al di là dei pazienti con malattia cardiovascolare nota infatti, si può essere inviati dal proprio medico curante dal cardiologo per accertare la natura di sintomi come dolore toracico, affanno, sincope, capogiri, palpitazioni e verificarne eventualmente il legame con disturbi di tipo cardiaco.
La visita cardiologica è utile per diagnosticare e curare le principali patologie cardiovascolari, come l’ipertensione arteriosa, la cardiopatia ischemica, lo scompenso cardiaco, le cardiomiopatie, le malattie della valvole cardiache o seguire pazienti portatori di protesi valvolari.
Il paziente viene accolto dallo specialista che in un primo momento raccoglierà il maggior numero di informazioni possibili sulla storia e sullo stile di vita dell’assistito: alimentazione, vizio del fumo, livello di attività fisica e di sedentarietà, eventuali patologie a carico, casi in famiglia di patologie cardiache, assunzione di farmaci. Il medico procederà poi all’auscultazione del cuore e alla misurazione della pressione arteriosa.
La visita dura circa 15-30 minuti e può anche prevedere un elettrocardiogramma, a seconda della prescrizione medica. L’esecuzione dell’elettrocardiogramma, e dunque il controllo dell’attività elettrica del cuore, permette di accertare o escludere la presenza di patologie a carico delle coronarie, le variazioni del volume cardiaco o le alterazioni del ritmo (come aritmie, fibrillazioni, extrasistole).
Il paziente è invitato a portare con sé eventuali esami effettuati su richiesta del proprio medico curante.
VISITA DERMATOLOGICA
La visita dermatologica è un passaggio fondamentale per escludere, diagnosticare o monitorare un disturbo di carattere dermatologico. Oltre ai soggetti con malattie a carico della cute già note, che d’accordo con lo specialista si sottoporranno a periodici controlli, si può essere inviati dal proprio medico curante al dermatologo per accertare la natura di sintomi come anomalie riscontrate a livello di un neo; presenza di eruzioni cutanee di vario tipo; presenza di pomfi e/o angioedemi accompagnati o meno da dolore; prurito persistente; cambiamento del colore e della consistenza della pelle o semplicemente per valutare e combattere i segni dell’invecchiamento che hanno sulla pelle la loro massima espressione.
La visita dermatologica è utile per diagnosticare e trattare le patologie cutanee (dermatite, eczema, orticaria, eritema, acne, psoriasi, vitiligine, disturbi degli annessi cutanei) o per monitorare l’eventuale evoluzione di una patologia cutanea già diagnosticata.
Nella prima parte della visita il dermatologo eseguirà l’anamnesi del paziente, raccogliendo quindi tutte le informazioni riguardanti la storia e lo stile di vita del paziente (alimentazione, vizio del fumo, consumo di alcol, livello di attività fisica e di sedentarietà, eventuali patologie a carico, altri casi in famiglia di patologie dermatologiche, eventuale assunzione di farmaci) e la patologia (comparsa e durata della manifestazione, caratteristiche dei sintomi). Nella seconda parte della visita il medico specialista passerà a esaminare le manifestazioni cutanee che hanno spinto il paziente a sottoporsi alla visita. In questa fase il dermatologo può avvalersi di varie strumentazioni diagnostiche a supporto della clinica.
In caso di atipie o patologie non diagnosticabili con il solo esame visivo, nel formulare la diagnosi il dermatologo potrà richiedere al paziente di eseguire esami strumentali – come test allergologici, tamponi cutanei o un prelievo bioptico di cute che verrà poi analizzata – e/o esami del sangue.
Il paziente è invitato a portare con sé eventuali esami effettuati su richiesta del proprio medico curante, altri esami precedentemente effettuati oltre ad eventuali esami del sangue recenti, anche se eseguiti per altri motivi; da portare assolutamente con se una nota del nome degli eventuali farmaci assunti quotidianamente e delle eventuali allergie o intolleranze.
VISITA ENDOCRINOLOGICA
La visita endocrinologica è una visita non invasiva e indolore che permette di valutare o monitorare disturbi e malattie associate alle ghiandole endocrine, gli organi che producono gli ormoni. Tra questi sono inclusi la tiroide, i testicoli, le ovaie, l’ipofisi, il surrene e il pancreas.
I diversi ruoli svolti nell’organismo dagli ormoni li rende fondamentali per garantire un funzionamento ottimale del metabolismo, degli organi e dei tessuti. L’endocrinologo si occupa di identificare e trattare patologie associate al malfunzionamento delle ghiandole che li producono, che possono contribuire all’insorgenza di malattie come l’osteoporosi, la disfunzione erettile e il diabete e a problematiche come l’infertilità e le complicanze della menopausa.
La visita endocrinologica permette di individuare e monitorare i disturbi che riguardano la tiroide, l’ipofisi, i surreni, le ovaie, i testicoli e, anche se in misura minore rispetto a un diabetologo, il pancreas.
Una visita può durare dai 20 ai 40 minuti, durante i quali l’endocrinologo raccoglie informazioni sulla storia familiare, patologica e alimentare del paziente. A ciò si aggiunge un’accurata visita clinica cui può seguire la prescrizione di esami specifici.
Nelle visite di controllo successive alla prima il medico può anche valutare i risultati delle analisi prescritte in precedenza.
Il paziente deve portare con sé i referti di eventuali esami prescritti in precedenza.
VISITA GINECOLOGICA
La visita ginecologica prevede di valutare lo stato di salute dei genitali femminili sia esterni che interni ed eventuali problematiche dell’apparato riproduttivo, come i disturbi del ciclo mestruale.
Attraverso la visita ginecologica è possibile valutare la salute degli organi genitali femminili ed escludere la presenza di patologie. Si tratta di un controllo periodico che diventa anche l’occasione per fare prevenzione dei tumori del collo dell’utero, attraverso l’esecuzione di un Pap Test, esame che va effettuato a partire da 2-3 anni dopo il primo rapporto sessuale e che deve ripetersi ogni 3 anni per le pazienti sane e annualmente per le pazienti che hanno contratto l’HPV.
La visita ginecologica diventa necessaria in presenza di disturbi del ciclo mestruale (irregolarità del ciclo in ritmo, quantità e durata o presenza di dolore), per trovare un sistema di contraccezione adatto al proprio caso o perché si desidera un bambino, per lo stato di gravidanza, per problematiche inerenti la sessualità, e per i disturbi legati alla fase menopausale.
La visita ginecologica è un controllo che va effettuato periodicamente (abitualmente una volta all’anno salvo diverse indicazioni da parte dello specialista) a partire dai primi rapporti sessuali o anche prima se ci sono particolari problematiche dell’apparato genitale.
È opportuno prenotare la visita ginecologica se si sospetta una gravidanza o se si vuole intraprendere un percorso di procreazione, oppure se si avverte una sintomatologia all’apparato riproduttivo che non si risolve spontaneamente.
Sintomi come prurito o bruciore vaginale o la presenza di perdite vaginali atipiche, abbondanti o maleodoranti, vanno indagati per escludere una possibile patologia infettiva (vulvovaginite) che non deve essere sottovalutata.
La visita prevede sempre un’anamnesi approfondita. Il medico si informerà sulla storia della paziente e della sua famiglia per escludere la predisposizione a patologie genetiche o familiarità, su eventuali sintomi dell’apparato genitale o generali o interventi a cui la donna è stata sottoposta in passato.
Alla visita medica generale segue quella ginecologica vera e propria, che prevede l’esame dei genitali esterni, l’esplorazione vaginale e in alcuni casi l’esame del seno. A volte può essere eseguito anche un controllo ecografico (mediante sonda addominale esterna o transvaginale) che permette di valutare lo stato di salute dell’utero (endometrio in particolare, il “rivestimento interno”) e delle ovaie o di verificare una gravidanza in atto.
Nelle ragazze più giovani, in particolare prima del primo rapporto sessuale, potrebbe non essere necessaria la visita interna. In alcuni casi, più rari, potrebbe essere invece necessaria un’esplorazione rettale.
Il pap test, quando previsto, è un esame semplice che si effettua divaricando la cervice uterina con uno strumento apposito, lo speculum, e inserendo nel collo dell’utero un sottile bastoncino con cui vengono prelevate le cellule della parete che verranno poi fissate in un contenitore e mandate al laboratorio per l’analisi. Il pap test non è in genere doloroso, ma può provocare un lieve fastidio.
La visita ginecologica può svolgersi anche durante il ciclo mestruale, tranne quando va eseguito il pap test: in quel caso la paziente non deve presentarsi con le mestruazioni in corso.
Nei tre giorni precedenti la visita ginecologica non bisogna utilizzare lavande vaginali né creme topiche, mentre va mantenuta invariata la routine di igiene personale.
Il giorno precedente la visita va evitata l’attività sessuale.
Solo se prevista un’ecografia addominale con sonda esterna diventa necessario presentarsi a vescica piena. In tutti gli altri casi è meglio sottoporsi alla visita a vescica vuota.
In caso di urgenza sarà il ginecologo a dare indicazioni precise alla paziente.
VISITA NEUROLOGICA
Che cos'è la visita neurologica?
La neurologia, branca della medicina che studia il Sistema Nervoso Centrale e periferico, é considerata una disciplina complessa. Il cervello, infatti, é contenuto in una scatola chiusa, il cranio, e non accessibile all’esame diretto.
Nell’ambito della valutazione specialistica neurologica, i principali parametri da valutare sono:
- l’anamnesi accurata
- lo stato mentale e le funzioni simboliche
- i nervi cranici
- il sistema motorio e la coordinazione dei movimenti
- il sistema sensitivo
- le funzioni autonomiche
A cosa serve la visita neurologica ?
La visita neurologica serve per diagnosticare una malattia neurologica o una lesione localizzata e di che malattia si tratta. Si dovrà quindi seguire un processo per una diagnosi sindromica, anatomica o topografica (sede), patologica (natura della malattia) ed eziologia (cause e meccanismi).
La durata di una visita neurologica è di circa 30 minuti ma, a seconda dei casi e delle patologie in esame, può essere necessario più o meno tempo.
Informazioni Utili
Prestazioni S.S.N.: l’assenza dell’impegnativa preclude l’esecuzione della prestazione. Si ricorda che il medico di medicina generale è tenuto a scrivere sull’impegnativa: nome, cognome ed età dell’assistito, codice fiscale, prestazione richiesta, quesito diagnostico, indicazione di eventuali esenzioni e livello d’urgenza.
Prestazioni PRIVATE: non è obbligatorio essere in possesso della prescrizione medica di uno specialista, ma è comunque consigliabile.
Per la visita neurologica non è prevista alcuna norma di preparazione.
È consigliabile presentarsi alla visita con la documentazione clinica in possesso e gli esami, possibilmente recenti, correlati alla patologia.
La durata minima di una visita neurologica è di circa 30 minuti, tuttavia a seconda dei casi e delle patologie riscontrare potrebbe essere necessario più tempo.
VISITA NUTRIZIONISTICA
La visita nutrizionistica consente allo specialista di valutare lo stile di vita e le abitudini alimentari della persona, lo stato di salute nel suo complesso ed eventuali patologie, gli obiettivi da raggiungere insieme attraverso un percorso di educazione alimentare.
La visita nutrizionistica serve per aiutare la persona a perdere peso, prevenire l’invecchiamento precoce con un’alimentazione controllata, imparare a conoscere gli alimenti, prevenire e combattere a tavola diversi ma comuni problemi, quali: colesterolo, diabete ipertensione, reflusso gastrico, cistiti, ritenzione idrica, gonfiori addominali, intolleranze alimentari, ecc.
La visita nutrizionistica è scandita in differenti momenti:
PRIMO INCONTRO
Durante il primo incontro, il nutrizionista effettua un’anamnesi completa della persona:
- Storia delle patologie della famiglia e del paziente
- Informazioni sulla storia del peso del paziente
- Eventuali oscillazioni di peso negli anni, diete in precedenza
- Rilevamento di altezza, peso, circonferenze, BMI (Indice di massa corporea), BM (Metabolismo basale a riposo), grasso viscerale, rilevazione del grasso sottocutaneo tramite plicometria, valutazione del fabbisogno energetico
- Anamnesi nutrizionale (abitudini alimentari, stile di vita del paziente, ecc.)
- Anamnesi sportiva
SECONDO INCONTRO
CONSEGNA MENU’ (PIANO ALIMENTARE)
In un secondo incontro, il nutrizionista consegnerà al paziente il suo piano alimentare ossia un menù personalizzato. Lo stesso può anche essere trasmesso tramite e.mail.
Lo specialista, inoltre, fornirà informazioni utili sulle modalità di preparazione e di cottura dei cibi, sui prodotti da eliminare, limitare o preferire, ecc.
INCONTRI PERIODICI
Con il nutrizionista sono previsti anche incontri successivi alla consegna del piano alimentare. Questi permettono allo specialista di aiutare il paziente a perserverare nel raggiungimento degli obiettivi, anche superando le eventuali difficoltà.
VISITA OCULISTICA
La visita oculistica è un passaggio fondamentale per diagnosticare, escludere o monitorare una patologia che interessa gli occhi. Viene eseguita da un oculista, ovvero da un medico specialista in oculistica. Oltre a soggetti con malattia già diagnosticata, che d’accordo con lo specialista si sottoporranno a visite periodiche per monitorarne l’andamento, si può essere inviati all’oculista dal proprio medico curante per chiarire la natura di sintomi come:
- abbassamento dell’acutezza visiva;
- annebbiamento della vista;
- presenza nel campo visivo di macchie colorate, aureole o aloni, puntini;
- parte del campo visivo oscurata;
- lesioni oculari di varia natura.
La visita oculistica serve a valutare le condizioni di salute degli occhi e quindi a diagnosticare o escludere la presenza di patologie oculari e neurologiche che possano impattare sul sistema visivo e, quando possibile, a stabilire la relativa terapia. Poiché molte malattie oculari sono asintomatiche è raccomandabile eseguire esami oculari periodici, soprattutto se in famiglia sono presenti soggetti con patologie della vista. La visita oculistica può inoltre anche essere utile nell’individuazione di altre malattie – come malattie sistemiche, tumori e patologie del sistema nervoso – caratterizzate da manifestazioni oculari. Si può venire sottoposti a visita oculistica anche per monitorare patologie degli occhi già diagnosticate. In caso di difetti di refrazione (miopia, astigmatismo e ipermetropia), lo specialista può valutare di ricorrere alla chirurgia refrattiva con laser a eccimeri.
Nel corso della prima fase della visita il medico specialista provvederà a raccogliere il più ampio numero di informazioni sulla storia clinica e familiare del paziente (anamnesi), mediante domande volte a conoscere la tipologia di alimentazione, l’eventuale vizio del fumo, l’eventuale consumo di alcol, il livello di attività fisica e di sedentarietà, la presenza di eventuali patologie a carico, altri casi in famiglia di patologie oculari, e ancor più importante la visione di esami specialistici in campo oftalmologico pregresse e raccogliere le informazioni sugli eventuali sintomi visivi che il paziente accusa; l’eventuale assunzione di farmaci. Il medico provvederà poi a effettuare un esame degli occhi esterno – che consiste nell’ispezione delle palpebre, dei tessuti circostanti, dello spazio inter-palpebrale, delle congiuntive, della sclera, della cornea e dell’iride.
Lo specialista passa poi a eseguire test mirati a evidenziare il livello di acutezza visiva, la funzionalità pupillare e la motilità dei muscoli esterni dell’occhio. La visita generalmente si conclude con la misurazione della pressione intraoculare (mediante tonometria) e con l’esame del fondo oculare (utilizzato per studiare le strutture oculari collocate posteriormente all’iride e al cristallino). Questa visita dura in media 30 minuti.
Dopo questa fase si possono decidere approfondimenti diagnostici sulla base dei rilievi effettuati per meglio valutare le strutture dell’occhio come la cornea, il cristallino, la retina. Essi si effettuano con strumenti di diagnostica per immagini che non comportano il contatto (quindi assolutamente indolori) come la topografia, la tomografia, l’esame biomeccanico, l’angiografia OCT, OCT retina e nervo.
Il paziente è invitato a portare con sé eventuali esami effettuati su richiesta del medico curante.
VISITA ODONTOIATRICA
La visita odontoiatrica è uno strumento molto importante per la prevenzione della salute orale e per evitare molti disturbi e patologie che colpiscono i denti, le gengive e tutta la bocca. La prima visita dal dentista andrebbe fatta all’età di cinque anni e ripetuta regolarmente per permettere allo specialista, l’odontoiatra, di ispezionare la dentatura e i suoi difetti, di valutare se sta crescendo regolarmente, se vi sono problemi dovuti a carie, placca, tartaro, infezioni batteriche, infiammazioni delle gengive o parodontite che richiedono cure tempestive e specifiche.
Occorrerebbe sottoporsi a visita odontoiatrica per prevenzione almeno ogni sei mesi.
Naturalmente si ricorre alla visita odontoiatrica soprattutto quando si manifestano i sintomi dolorosi del mal di denti o c’è sanguinamento dalle gengive.
In età pediatrica, a partire dai cinque anni, la visita odontoiatrica consente al dentista di valutare se sono assenti patologie del cavo orale e se i denti stanno crescendo correttamente. In caso contrario, si provvede nel corso degli anni ad una correzione con appositi apparecchi fissi o mobili in modo da allineare denti e arcate favorendo una masticazione corretta e prevenendo problemi che possono influenzare la postura e persino la salute del cuore.
In età adulta la visita odontoiatrica è fondamentale per preservare più a lungo la dentizione naturale dai danni dovuti alla masticazione, ai batteri e alla placca, al deterioramento dello smalto, alle malattie gengivali, all’uso di farmaci. In caso di perdita di uno o più denti, la visita odontoiatrica permette di pianificare l’intervento più adeguato alla situazione: otturazione, capsula, estrazione, impianti protesici fissi e mobili. Esistono materiali e tecniche d’avanguardia che permettono di restituire al paziente un assetto ottimale della dentizione, con ottimi risultati estetici e il minimo disagio mentre si mangia.
Durante la visita di controllo il dentista procede ad esaminare lo stato della dentizione e delle gengive a cui, eventualmente, può seguire una accurata pulizia dei denti che consiste nella rimozione del tartaro e nello sbiancamento della superficie dei denti in modo da conservarli in salute e prevenire problemi come la carie, la gengivite o infiammazioni più serie come la piorrea (anche nota come parodontite o malattia parodontale) che possono portare alla caduta dei denti. La visita odontoiatrica è importante anche perché il dentista o l’igienista dentale insegnano al paziente come eseguire una corretta igiene orale a casa tutti i giorni.
Se ci sono ulteriori problemi, il dentista dopo la visita può richiedere una radiografia delle arcate dentali (ortopanoramica) per individuare problemi che non possono essere individuati a occhio nudo come carie nascoste, lesioni dell’osso mascellare, cisti o tumori, oppure per verificare il corretto allineamento delle arcate.
Il paziente è invitato a portare con sé eventuali esami effettuati su richiesta del proprio medico curante e un promemoria in cui sono indicati tutti i farmaci che sta assumendo.
VISITA ORTOPEDICA
La visita ortopedica è una visita concentrata sullo stato di salute dell’apparato locomotore, cioè delle ossa, delle articolazioni e dei muscoli, sia in condizioni normali che in seguito a traumi. A condurla è uno specialista ortopedico.
La visita ortopedica permette di studiare la struttura e la funzionalità dell’apparato locomotore per diagnosticare patologie acute, croniche o degenerative a carico della colonna vertebrale, degli arti superiori (spalla, gomito, mano e polso) o degli arti inferiori (anca, ginocchio, piede e caviglia). Fra le più frequenti sono incluse l’artrosi, i problemi al menisco, le lesioni ai legamenti del ginocchio e della cuffia dei rotatori, la sindrome del tunnel carpale, l’alluce valgo, il neuroma di Morton, la sindrome da compressione del nervo ulnare e la fascite plantare.
Inoltre la visita ortopedica può essere utile in seguito a traumi che possono aver leso le strutture dell’apparato locomotore
In una fase iniziale la visita ortopedica prevede un’analisi completa delle condizioni cliniche del paziente. Per questo il medico si informerà non solo sui suoi sintomi presenti, ma anche su disturbi con cui ha avuto a che fare in passato, sul tipo di lavoro svolto e sulle attività fisiche praticate.
La visita prosegue poi con l’analisi della struttura e delle funzionalità dell’apparato locomotore. Il medico potrebbe ritenere opportuno concentrarsi su aspetti come la postura, la forza muscolare, l’ampiezza dei movimenti, la presenza di gonfiori e i riflessi.
La visita può concludersi con una diagnosi o con la prescrizione di accertamenti diagnostici come radiografie, Tac, risonanze magnetiche, ma anche esami del sangue, delle urine o del liquido articolare.
Il paziente è invitato a portare con sé eventuali referti di analisi, ad esempio radiografie, che potrebbero essere utili alla valutazione della situazione.
VISITA OTORINOLARINGOIATRICA (ORL)
La visita otorinolaringoiatrica è una visita medica specialistica che viene effettuata dal medico specialista in otorinolaringoiatria, il cui obiettivo è quello di diagnosticare, escludere o monitorare la presenza di patologie che interessano orecchie, naso, gola e collo. Al di là di pazienti con patologia già nota, si può essere inviati dal proprio medico curante allo specialista in otorinolaringoiatria per accertare la natura di sintomi anche molto diversi tra loro, tra cui la presenza di:
- ipoacusia e/o acufeni
- senso di orecchio chiuso
- vertigini e instabilità posturale
- dolore persistente alla bocca e/o alla gola
- neoformazioni del cavo orale e della lingua
- sensazione di corpo estraneo in gola
- abbassamento della voce
- naso chiuso
- sanguinamenti dal naso (epistassi)
- dolore/senso di peso alla faccia e al volto
- tumefazioni a livello della faccia e/o del collo
- presenza di macchie sulla cute della faccia e del collo
- difficoltà alla deglutizione
- difficoltà alla respirazione
- gozzi e/o noduli tiroidei
- tumori delle ghiandole paratiroidi
- neoformazioni delle ghiandole salivari
La visita otorinolaringoiatrica è utile per diagnosticare le patologie a carico di orecchie, naso, gola e collo, anatomicamente distinti ma funzionalmente connessi tra loro, e stabilire la relativa terapia. Questo tipo di visita può essere utilizzato anche per monitorare l’eventuale evoluzione di patologie già note a carico di questi organi.
Nella prima parte della visita il medico specialista provvederà a raccogliere il numero maggiore di informazioni sulla storia e sullo stile di vita del paziente (alimentazione, vizio del fumo, consumo di alcol, livello di attività fisica e di sedentarietà, eventuali patologie a carico, assunzione di farmaci, tipo di lavoro svolto) e a prendere visione degli esami medici – ematochimici o di diagnostica per immagini – eventualmente già svolti dal paziente.
Nella seconda parte della visita, lo specialista procederà a effettuare tutti gli esami che possono consentire l’individuazione delle cause all’origine della sintomatologia riferita dal paziente:
- palpazione del collo per escludere la presenza di tumefazioni sospette;
- ispezione del cavo orale e della faringe (mediante laringoscopia);
- ispezione della membrana timpanica e del condotto uditivo esterno (mediante uno strumento denominato otoscopio);
- esplorazione dell’interno del naso e di alcune strutture a esso collegate come le cavità paranasali e la rinofaringe (mediante rinoscopia).
Il paziente è invitato a portare con sé gli esami effettuati su richiesta del proprio medico curante e l’elenco degli eventuali farmaci assunti quotidianamente.
Altri esami effettuati sono:
- Esame audiometrico tonale ( visita audiometrica tonale valida per concorsi pubblici (forze armate, carabinieri, vigili del fuoco, marina, finanza, polizia)
- Lavaggio auricolare
- Rimozione tappi di cerume con lavaggio auricolare
- Esame vestibolare
- Fibroscopia
- Impedenzometria
- Visita a domicilio
- Visita di controllo
VISITA PNEUMOLOGICA
Che cos'è la visita pneumologica?
La visita pneumologica è la valutazione specialistica di un pneumologo, ossia un medico specializzato nelle malattie dell’apparato respiratorio.
A cosa serve la visita pneumologica?
La visita pneumologica serve a valutare la presenza di eventuali malattie dell’apparato respiratorio e/o alla prescrizione di esami più idonei a questo scopo e all’indicazione di eventuali terapie (ove necessario).
Come si svolge la visita pneumologica?
La visita pneumologica consiste in un colloquio tra medico e paziente, nel quale avviene una raccolta dell’anamnesi (storia clinica del paziente) e una presa visione di eventuale documentazione sanitaria (es. esiti di esami, referti di visite precedenti, ecc.). È importante che il paziente sappia riferire con precisione delle eventuali terapie in essere o già praticate. A seguire l’esame obiettivo, ossia la visita medica in senso stretto, per ricercare segni di eventuali patologie dell’apparato respiratorio.
La visita pneumologica è eseguibile solo privatamente
Non è prevista alcuna preparazione.
Durata della visita: 20/30 minuti
VISITA PSICOLOGICA
La visita psicologica è un colloquio di circa 45 minuti nel quale lo psicologo, in un clima di ascolto non giudicante, raccoglie la domanda che ha portato il paziente a richiedere la visita e formula un piano di cura volto a lavorare sulle problematiche riportate. Lo psicologo può aiutare la persona a chiarire meglio il proprio problema ponendo alcune domande sulla vita personale (lavoro, famiglia, vita sentimentale, stato di salute ) a cui il paziente risponde liberamente.
La visita psicologica è orientata a cercare di individuare cosa nel funzionamento della persona la porta ad una condizione di sofferenza o di disagio. Tramite una valutazione anamnestica lo psicologo può orientare il paziente ad un percorso di sostegno adeguato.
Il primo colloquio serve a chiarificare e riformulare la domanda di cura del paziente, valutare le aspettative che il paziente ha rispetto al trattamento, definendo obiettivi terapeutici a breve e lungo termine. Un colloquio psicologico, non ha scopo diagnostico di per sé, ma è volto all’ instaurare una relazione d’aiuto con il paziente.
La visita psicologica è opportuna in quelle situazioni in cui proviamo forte sofferenza emotiva, magari da lungo tempo e in conseguenza della quale fatichiamo poi nella quotidianità. Può essere d’aiuto ad affrontare eventi traumatici o stressanti ma anche momenti importanti della vita che portano a dei cambiamenti. Una visita psicologia è inoltre indicata per i pazienti che hanno difficoltà ad interagire con gli altri, che provano tristezza o apatia o faticano a superare un evento passato.
Il dialogo a due è lo strumento principale del colloquio psicologico. La durata può variare dai 45 minuti ad un’ora. All’inizio di una terapia ci sono alcune domande fondamentali che il clinico pone al cliente andando in là con il percorso, in genere resta una cornice strutturale impostata dal terapeuta, ma si lascia anche al paziente la possibilità di portare le proprie problematiche e le proprie eventuali urgenze.
Un iniziale inquadramento diagnostico, la definizione di alcuni obiettivi terapeutici, il porre le basi di una buona relazione terapeutica, sono l’inizio di un iter che non si esaurisce con un solo colloquio, ma sono aspetti fondamentali da impostare al primo contatto. In genere, la fase di inquadramento diagnostico può richiedere anche tre-quattro colloqui, a seconda della complessità del problema riportato.
Non serve prepararsi, il paziente spiegherà le motivazioni che l’hanno portato a richiedere tale intervento e il terapeuta formulerà alcune domande che faciliteranno l’inquadramento del problema.
Si suggerisce di portare nella prima visita l’eventuale documentazione di precedenti percorsi psicologici.
Con la massima tranquillità possibile, lo psicologo è un professionista che non giudica, è sempre dalla parte del paziente ed è obbligato al segreto professionale, quindi l’aiuto e la tutela dello stesso sono sempre la priorità.
Non serve avere un copione da seguire, la terapia è un divenire, e anche la fiducia è un costrutto da rinnovare di seduta in seduta; quello che accade in terapia e fuori dallo studio dello specialista, può diventare un utile materiale terapeutico.
Innanzitutto, lo psicologo deve iniziare a conoscere la persona e capire il problema che porta, cercando di metterla a proprio agio; poi in genere potrà formulare alcune domande che lo aiuteranno a inquadrare meglio il problema e la situazione di vita che sta vivendo.
Tutto quello che si desidera e che una persona sente di voler condividere. Uno psicologo, come il medico, ha sempre come primo intento quello aiutare i pazienti, tutelandoli sempre e comunque.
Cosa succede dopo una visita con una psicologo?
Dipende, ci possono essere sedute da cui si esce molto “alleggeriti”, dove l’aver condiviso un problema e averlo analizzato da sollievo; altre decisamente più faticose perché a volte alcuni obiettivi sono complessi, e alcuni meccanismi più difficili da modificare; ma in genere si deve avere l’idea che si sta lavorando per raggiungere un maggior benessere.
Quante sedute può fare uno psicologo?
È sempre difficile fare un “preventivo” in questo ambito, dipende molto dal problema portato dal paziente, dalle sue personali risorse, dal contesto di vita e dal supporto familiare. Ci possono essere terapie brevi, che durano pochi mesi, fino a terapie molto lunghe, che durano anche anni se il problema è più grave, sicuramente serve discutere con il proprio terapeuta gli obiettivi da definire.
Nella visita psicologica sono previsti dei test?
È possibile. Lo psicologo può ritenere utile e a volte pratico usare dei questionari o altri test per approfondire il processo diagnostico, ed eventualmente usarli, previo consenso del paziente, a scopo di ricerca.
VISITA UROLOGICA
La visita urologica ha come obiettivo quello di diagnosticare, escludere o monitorare un disturbo di carattere urologico, tra cui: incontinenza, infezioni e calcolosi delle vie urinarie, disturbi legati alle funzioni sessuali, neoplasie, infezioni genitali maschili e femminili, prostatiti (nell’uomo).
Lo specialista urologo nella prima fase della visita provvederà a raccogliere il maggior numero di informazioni sulla storia clinica e sullo stile di vita del paziente (fase denominata “anamnesi”), facendo domande circa l’alimentazione abitualmente seguita, l’eventuale vizio del fumo, l’eventuale consumo di alcol, il livello di attività fisica e di sedentarietà, la presenza di eventuali patologie a carico, altri casi in famiglia di patologie urologiche, eventuale assunzione di farmaci e, infine, sulla vita sessuale.
La seconda parte della visita presenta delle differenze in base al genere sessuale del paziente. Se il paziente è uomo, infatti, il medico procederà a un’attenta valutazione del basso addome e della zona genitale esterna. Nel corso di questa visita può anche essere effettuato il controllo della prostata mediante palpazione dal canale rettale per verificare lo stato di salute di questa ghiandola. In base alle rilevazioni effettuate nel corso della visita, lo specialista potrà richiedere l’esecuzione da parte del paziente di alcuni esami – come esami delle urine, uroflussimetria, ecografie dell’apparato urinario/genitale – per ulteriori accertamenti.
Nel caso della donna la visita urologica è del tutto simile a una visita ginecologica. Dopo aver effettuato l’anamnesi della paziente, il medico urologo procederà alla valutazione dello stato di salute dell’apparato urinario, escludendo o individuando la presenza di prolassi della vescica e/o dell’utero (condizioni spesso associate a incontinenza). Frequentemente viene richiesta l’esecuzione di un’ecografia del basso addome, con o senza sonda transvaginale: meglio dunque presentarsi con la vescica piena.
È bene inoltre che il paziente porti con sé eventuali esami effettuati su richiesta del proprio medico curante e tutta la documentazione medica eventualmente posseduta inerente il problema urologico.